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(free JavaScripts provided by The JavaScript Source) CONOSCERE LA PROSTATA
Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute. |
Definizione
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"Ai primi posti di una classifica di cui si faremmo volentieri a meno: nei paesi industrializzati, l'adenocarcinoma prostatico è, negli uomini sopra i 50 anni, la terza causa di morte per cancro, dopo i tumori del polmone e del colon-retto. Solo in Italia, lo scorso anno sono stati segnalati ben 7.426 nuovi casi e registrati 6.013 decessi" (www.prevenzionetumori.it/).
Le dimensioni, il volume e la struttura della prostata variano con l'età. Verso i 45 anni le cellule della prostata prossime all'uretra cominciano a crescere determinando la cosiddetta ipertrofia prostatica benigna (IPB). Si tratta di un aumento progressivo della prostata che, nel tempo, può comprimere l'uretra e rendere difficoltosa l'urinazione. Va notato che l'IPB non è un tumore e raramente diventa un carcinoma prostatico.
La Società italiana di urologia, di fronte al diffondersi di questa patologia che è un vero e proprio "tallone di Achille" per l'uomo, ha rilanciato le linee guida che riguardano sia la diagnosi che la terapia e che sono basare sulla opportunità di uno screening diagnostico periodico (come si fa con il Pap test per le donne) e sul coinvolgimento dei medici di base e degli specialisti in urologia.
"Occorre", ha detto il presidente della società, Giorgio Carmignani, "valutare caso per caso: in alcuni individui, infatti, l'evoluzione della patologia avviene in misura totalmente diversa rispetto ad altri. Oltre ad un rapporto più stretto tra medico e paziente serve una maggiore informazione e soprattutto la prevenzione".
Anche se è dimostrato che lo stimolo esercitato dagli ormoni androgeni sul tessuto prostatico ha un ruolo fondamentale nell'insorgenza e nel mantenimento dell'attività proliferativa del carcinoma, è altrettanto vero che non tutti gli uomini sviluppano un cancro della prostata clinicamente evidente col progredire dell'età. L'enorme differenza, valutabile intorno a 1:100, tra il numero delle diagnosi cliniche e quello degli uomini nei quali, sulla base dei dati autoptici dovrebbe essere presente un carcinoma prostatico, ha fatto ipotizzare un processo di tipo degenerativo legato all'invecchiamento e allo stimolo androgenico, sul quale interverrebbero altri fattori, di ordine generico, ambientale e/o alimentare che porterebbero all'insorgenza delle forme clinicamente evidenti.
Fatta eccezione per la CPPS (prostatite cronica abatterica), le diverse forme di prostatite hanno molte cause in comune. Le più comuni sono le seguenti:
Data la non conoscenza dei veri fattori che portano all'insorgenza dei problemi alla prostata non è stata definita nessuna direttiva relativa alla profilassi delle patologie e/o disfunzioni della prostata.
È frequente nel maschio adulto-anziano ed è dovuta ad un ingrossamento della prostata (che arriva a superare i 20 grammi), in assenza di trasformazioni maligne delle cellule. L'ingrossamento comprime l'uretra, ovvero il canale dove scorre l'urina ostacolandone l'eliminazione.
In un primo tempo si avverte una esitazione prima dello svuotamento, poi una riduzione dell'intensità del getto con la sensazione che lo svuotamento non sia stato completo. Nel tempo possono comparire disuria (bruciore durante l'urinazione), polliachiuria (elevata frequenza diurna), nicturia(elevata frequenza notturna), mitto imperioso (stimolo assai forte ed impellente ad urinare).
Se non viene curata posso insorgere complicazioni anche a carico della vescica, tra cui possibili infezioni urinarie che possono arrivare a danneggiare anche i reni.
Si chiama così una condizione infiammatoria della prostata. Può essere acuta (dovuta a stafilococco, colibacillo o altri germi banali) o cronica (nella maggiornaza dei casi dovuta a blenorragia).
Se non curata può provocare i problemi visti per la IBP a cui vanno aggiunti disturbi dell'erezioni ed eiaculazione dolorosa e precoce.
Si tratta di un tumore benigno dovuto alla proliferazione di un epitelio ghiandolare normale, va perciò distinto dal carcinoma e dall'adenocarcinoma, nei quali la proliferazione è atipica e inflitrante. Un sintomo costante è la pollachiuria, ovvero un'aumentata frequenza della necessità di urinare.
L'aumento di volume della ghiandola prostatica può comprimere il canale uretrale, ostacolando il normale deflusso dell'urina, quindi difficoltà nella minzione e aumento della frequenza, soprattutto la notte.
Superati i 60 anni vi sono delle probabilità che alcuni maschi presentino, o presenteranno in seguito, delle alterazioni alla prostata. Tra esse vi è la possibilità di un tumore, di cui l'adenocarcinoma è uno dei più frequenti. La patologia si sviluppa molto lentamente e può diffondersi alle ossa e al midollo osseo, creando delle condizioni persino letali. Quando si arriva a scoprirlo per tempo (ed è ancora localizzato), si può provvedere un'asportazione chirurgica (prostatectomia) seguite da radioterapia e brachiterapia.
Tra le possibili conseguenze dell'intervento chirurgico citiamo l'incontinenza urinaria e l'impotenza. Nelle forme avanzate e diffuse l'intervento chirurgico può solo ritardare l'esito letale della malattia. Viene perciò consigliato un programma di prevenzione mediante visite urologiche periodiche, ciò vale specialmente per chi ha avuto familiari con problemi alla prostata. L'ingrossamento della prostata (che è un problema e non sempre è sinonimo di tumore), si valuta con la presenza del PSA (antigene prostatico specifico), generalmente presente dopo i 40 anni, i cui valori ottimali si aggirano da 0 e 4,0 ng/ml.
Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Esplorazione_rettale
L’esame consiste nella palpazione della prostata, ma può essere valutato anche il tono dello sfintere anale. Il paziente viene messo in una posizione in cui l'ano sia accessibile e rilassato, in decubito laterale sinistro (posizione di SIMS, o ginecologica o genupettorale). Il medico indossa un guanto, esegue un "appoggio di confidenza" per evitare la contrazione riflessa dello sfintere anale esterno e successivamente inserisce il dito indice, ben lubrificato, attraverso l'ano.
Si tratta di un normale esame, basato sul sangue (ne viene prelevato assai poco), che serve per individuare i livelli di antigene prostatico specifico: una glicoproteina prodotta dalla prostata.
Attualmente si ritiene che il valore soglia siano i 4 nanogrammi per millilitro (ng/ml). Ma questo valore è ancora oggetto di discussioni. Comunque la presenza di un elevato valori di PSA porta generalmente a procedere ad altri test, come la biopsia, e non direttamente al trattamento.
L’esame comprende: ecografia prostatica transaddominale e transrettale con fase doppler. I due tempi dell’esame devono valutare la forma, le dimensioni e la struttura della prostata e delle vescicole seminali, dell’uretra prostatica. La fase doppler consente di valutare gli stati di congestione prostatica, uretrale prostatica e periprostatica.
Per maggiori informazioni sugli esami vedere:
http://www.andrologiaonline.it/prostatite.php
http://www.microchirurgiandrologica.com/esami/esami.htm
Il trattamento terapeutico può essere articolato in diverse soluzioni
e deve sempre prevedere le eventuali terapie per le patologie connesse o sottostanti di
tipo strutturale o metabolico o disendocrino: queste andranno risolte o riequilibrate
prima o contemporaneamente al trattamento specifico della prostatite e/o della congestione
pelvico-prostatica.
Per maggiori dettagli vedi: http://www.andrologiaonline.it/prostatite.php
Tratto da: www.occhioclinico.it/occhio/comecur/0197cmccom.html
L'opinione corrente tra gli esperti di urologia è che i farmaci siano destinati al trattamento farmacologico pazienti con prostatismo medio e lieve. Fino a qualche anno fa il medico aveva a disposizione solo farmaci la cui efficacia, però, non è mai stata dimostrata con studi correttamente eseguiti: i derivati della palma sago, della prugna africana e la mepartricina. E' evidente che la chirurgia era allora l'unica possibilità terapeutica.
L'arrivo sul mercato di due farmaci con diverso meccanismo d'azione ha aperto nuove possibilità alla cura conservativa, riducendo in parte il campo della chirurgia. La classificazione dei sintomi in ostruttivi (da aumentato volume prostatico) e irritativi (da ipertono muscolare), e la presenza prevalente degli uni rispetto agli altri possono indirizzare le scelte terapeutiche: finasteride nel primo caso e alfalitici nel secondo caso.
Purtroppo nella pratica è difficile differenziare con precisione le due situazioni, che spesso sono concomitanti e interferenti l'una con l'altra. L'alterato deflusso di urina per ostruzione da aumento del volume prostatico rende infatti particolarmente sensibili i recettori alfadrenergici del muscolo detrusore, instaurando pertanto l'ipertono muscolare che è la causa dei disturbi irritativi.
A base di Dutasteride è usato negli uominiper il trattamento dell'iperplasia prostatica
benigna (BPH), una malattia che causa l'ingrossamento della prostata. Il farmaco controlla
i sintomi della malattia, diminuisce i sintomi della ritenzione urinaria e riduce il rischio
di un intervento chirurgico alla prostata.
L'Avodart può avere come effetto collaterale la riduzione della libido e conseguentemente
dell'attività sessuale.
Per approfondire:
In situazioni specifiche sono state impiegate metodologie chirurgiche di trattamento tese a rimuovere o distruggere parte del tessuto prostatico, ma le conseguenze sulla ejaculazione e sulla fertilità (nel migliore dei casi l’ejaculazione retrograda) e sulla capacità erettiva sono risultate drammatiche e anche invalidanti per l’attività sessuale e quindi di relazione. Ovvio che possano sussistere situazioni particolari in cui non sia possibile agire diversamente, ma queste debbono essere valutate con molta attenzione ed avendo tentato prima ogni altra possibile soluzione; le fondamentali ragioni di azione chirurgica sono:
"HIFU" significa: "Sistema di Ultrasuoni Focalizzati ad Alta Intensità".
Si tratta di una terapia alternativa all'intervento chirurgico ed alla radioterapia per il trattamento del cancro alla prostata. È una tecnica già conosciuta negli anni '40, ma è stata messa a punto, rendendola applicabile praticamente, solo negli anni '90. Mentre prima degli anni '90 veniva usata solo nei casi di ipertrofia prostatica benigna, dal '95 in poi viene anche utilizzata per trattare il carcinoma della prostata.
Questa innovativa tecnologia, utilizza un fascio di ultrasuoni che convergono in un punto, all'interno del tessuto canceroso, creando un calore così elevato da distruggere il tessuto nel punto designato, senza ledere i tessuti circostanti. Questo permette di eliminare l'anestesia generale, le incisioni, le trasfusioni, e le complicanze che ne possono derivare.
A titolo informativo diremo che sull'area da trattare viene a generarsi una un effetto termico rapidissimo (100° raggiunti in un minuto) che diventa distruttivo per il tessuto tumorale. L'intervento viene seguito con un telecamera che permette di centrare la zona da trattare con una precisione millimetrica. Ciò evita che venga lesa anche la mucosa rettale.
La tecnica HIFU, teoricamente, permette al paziente un buon recupero con una breve degenza ospedaliera. Offre anche la possibilità di ripetere il trattamento qualora ne sorgesse la necessità. Diciamo "teoricamente" perché, purtroppo, talvolta può diventare devastante, perché può sconfinare e "bruciare" delle parti interne che non dovrebbero essere toccate.
Questo intervento chirurgico endoscopico viene fatto per ottenere la resezione endoscopica transuretrale della prostata (TURP).
Rappresenta il più comune intervento per la cura dell'ipertrofia prostatica e viene generalmente eseguito in anestesia spinale. Attraverso l'uretra viene introdotto uno speciale strumento (il resettore) dotato di un sistema ottico che consente la visione dell'uretra e della vescica, e di un sistema elettrico tagliente con il quale viene "resecata" (cioè tagliata a piccole fettine) la parte di prostata ostruente; con tale strumento viene eseguita anche la coagulazione dei vasi sanguigni sanguinanti.
Una piccola telecamera collegata ad un monitor permette anche al paziente di seguire tutte le fasi dell'intervento. Anche in questo caso al termine dell'operazione viene posizionato un catetere vescicale che verrà rimosso dopo pochi giorni. L'assenza di una ferita chirurgica esterna consente un tempo di degenza più breve, di circa 3 - 6 giorni.
La probabilità di dovere ricorrere ad una revisione della loggia prostatica entro 8 anni dopo questo intervento è pari al 12-15 %, a causa della possibile ricrescita di tessuto prostatico.
Ulteriori dettagli sulla TURP in: www.uroweb.it/turp.htm
La prostata è un ghiandola posta in una posizione in cui vi è poco scambio dei
liquidi organici. Ne consegue che quando i suoi tessuti si intossicano, a causa del
contenuto tossico dell'urina che passa attraverso di lei,
l'unica soluzione che le sue cellule hanno di sopravvivere è quella di trattenere acqua
per diluire le tossine e rendere più salubre il loro ambiente.
Questo comporta un rigonfiamento della prostata; rigonfiamento che restringe
lo spazio interno in cui transita l'urina rendendo difficoltosa la minzione,
ovvero il tentativo di farla uscire.
Se il caso non presenta una gravità tale per cui è necessario l'intervento chirugico Turp o una cura a base di antibiotici, è possibile intervenire nel modo seguente.
Immagine tratta dal volume Dien' Cham' (dettagli).
Per dettagli sul come effettuare il trattamento clicca qui.
Importante. L'ipertrofia prostatica, in poche parole, indica che la ghiandola si è gonfiata e che è presente un'infiammazione locale. La saggezza popolare insegnava ad assumere un cucchiaino di olio di ricino al giorno per rimuovere le eventuali infiammazioni. Ebbene, abbiamo verificato che l'assunzione di un cucchiaino di olio di ricino al giorno può davvero aiutare nel ripristinare la salute nella prostata, fermo restante il fatto che se l'alimentazione non viene curata, l'olio di ricino potrà fare ben poco. Per assumerlo, metterne un cucchiaino in bocca e bere subito una bevanda calda.
Nei casi in cui il PSA raggiunge livelli pericolosi sarebbe bene provvedere una cura con la Formula Caisse che serve a prevenire e/o curare le forme tumorali.
Attenzione! Resta inteso che quando il PSA raggiunge valori pericolosi qualsiasi approccio naturale deve comunque essere deciso e controllato da un professionista.
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